
Il differenziale di quasi 600 euro/tonnellata tra il pellet per uso alimentare in polietilene tereftalato riciclato (R-PET) e il PET vergine vede alcuni marchi ridurre l’uso del contenuto riciclato, poiché il risparmio sui costi rimane fondamentale nel 2025.
Tendenze del mercato R-PET e PET vergine
Il mercato dell’R-PET è diventato rialzista nel primo trimestre, con un aumento dei prezzi delle balle e dei fiocchi incolori in libera consegna nell’Europa nord-occidentale a marzo, in vista dell’inizio della stagione di massima produzione di preforme nel secondo trimestre, che potrebbe spingere la domanda di R-PET ancora più in alto. Allo stesso tempo, i prezzi del PET hanno registrato un certo movimento al rialzo, ma stanno subendo una crescente pressione al ribasso da parte delle importazioni a basso costo, che potrebbero far aumentare ulteriormente lo spread tra materiale vergine e riciclato.
Prezzi e dinamiche di mercato
I prezzi del pellet per uso alimentare liberamente negoziati per il materiale disponibile sul mercato aperto sono attualmente compresi tra 1.600-1.680 euro/tonnellata, in libera consegna nell’Europa nord-occidentale, mentre i prezzi di contatto – prezzi legati alle balle e/o ai fiocchi di materia prima e solitamente soggetti a una formula di calcolo – sono stati sentiti a ben oltre 1.800 euro/tonnellata in alcune parti d’Europa. Ciò è in netto contrasto con l’attuale prezzo del PET vergine, che rappresenta ancora un notevole risparmio rispetto alle scaglie e ai pellet di R-PET.
Riduzione dell’uso di R-PET
Diversi operatori del mercato del R-PET, tra cui i marchi di bevande, hanno dichiarato che alcuni marchi e aziende di beni di consumo in rapida evoluzione (FMCG – Fast Moving Consumer Goods) stanno riducendo l’uso di R-PET ai volumi minimi previsti dal contratto, che per le bottiglie di bevande è spesso tra il 25-30%. Questo per raggiungere l’obiettivo di contenuto riciclato obbligatorio per le bottiglie per bevande, come stabilito dalla Direttiva sulle plastiche monouso (Single Use Plastics Directive, SUPD), entrata in vigore il 1° gennaio 2025, o in linea con gli obiettivi interni dell’azienda.
L’influenza delle strategie aziendali
The Coca-Cola Company ha annunciato nel dicembre 2024 cambiamenti significativi ai suoi obiettivi di sostenibilità per il 2030, in alcuni casi ritardando e riducendo al minimo gli obiettivi, il che ha portato a commenti da parte degli operatori del mercato europeo di R-PET secondo cui alcuni marchi si sentono ora più incoraggiati a ridurre gli obiettivi di contenuto di R-PET precedentemente annunciati, spesso fissati tra il 50 e il 100%, a un livello più gestibile e più efficiente in termini di costi.
Molti marchi hanno puntato sugli obiettivi di contenuto di R-PET all’inizio degli anni 2020, dopo l’approvazione della SUPD nel 2019, come mostra la tabella qui sotto.
L’evoluzione dello spread tra R-PET e PET vergine
Lo spread tra R-PET food grade e PET vergine è aumentato significativamente dal 2019 in poi, a dimostrazione di un aumento della domanda di R-PET e, sebbene il mercato sia stato volatile negli ultimi anni, lo spread tra R-PET e PET rimane più alto rispetto a prima dell’approvazione della direttiva.
L’impatto della crisi economica
I prezzi hanno raggiunto un picco nel giugno 2022, ma la crisi del costo della vita nel 2023 e 2024 ha visto un’attenzione molto più forte al risparmio dei costi e i riciclatori hanno iniziato a subire pressioni molto più forti per cercare di rendere l’R-PET più competitivo, dato che i consumatori in alcune parti d’Europa si sono concentrati più sul denaro nel loro portafoglio che sulla quantità di R-PET nella loro bottiglia per bevande.
Difficoltà per i nuovi acquirenti di R-PET
Gli acquirenti di PET che si affacciano per la prima volta sul mercato del R-PET a volte faticano a comprendere le relazioni tra le balle e i fiocchi di materia prima e il pellet per uso alimentare di R-PET che vogliono utilizzare nelle loro preforme o bottiglie, e alcuni si avvicinano alle discussioni sui prezzi basandosi esclusivamente sui prezzi del PET, invece di prendere in considerazione i costi di produzione attraverso la catena del R-PET.
Mancanza di sanzioni e strategie di conformità
Gli Stati membri non hanno ancora previsto sanzioni economiche o finanziarie significative per la mancata conformità dei marchi che non raggiungono l’obiettivo del 25% previsto dalla SUPD, il che porta alcuni produttori e marchi di bottiglie in PET a continuare a utilizzare il contenuto minimo di R-PET, o addirittura a mantenere il 100% di PET fino a quando non saranno costretti a cambiare.
Impatti sui marchi di diverse dimensioni
Ciò è particolarmente vero per i marchi di piccole e medie dimensioni e soprattutto in alcune zone dell’Europa centrale e orientale, sebbene sia stato riscontrato anche in altre parti d’Europa. In parole povere, molti marchi non vogliono pagare prezzi elevati per il materiale riciclato ottenuto da rifiuti plastici post-consumo quando possono ottenere materiale vergine di prima scelta a prezzi inferiori.
Scorte elevate e vendite sottocosto
La tabella sopra mostra lo spread tra il punto medio del prezzo della resina per bottiglie in PET in libera consegna in Europa e il prezzo del pellet per uso alimentare in libera consegna nell’Europa nord-occidentale, che attualmente è di 590 euro/tonnellata.
Questa riduzione nell’uso di R-PET pellet per uso alimentare in particolare ha portato a livelli di scorte più alti del previsto, inducendo alcuni fornitori a offrire pellet di questo tipo al di sotto del prezzo di mercato per spostare i volumi o liberare il capitale circolante.
C’è ancora speranza che il 2025 veda una domanda migliore di pellet per uso alimentare e R-PET rispetto ai due anni precedenti e l’annuale Plastics Recyclers Show Europe (PRSE), che si terrà ad Amsterdam l’1-2 aprile, sarà una buona occasione per valutare la sensazione del mercato per il secondo trimestre e per il resto dell’anno. Nei giorni che precedono l’evento chiave del settore, l’ottimismo del mercato potrebbe non essere ai livelli che alcuni produttori di FGP e preforme vorrebbero vedere per questo periodo dell’anno, soprattutto con la prospettiva di prezzi del PET vergine ancora più bassi all’orizzonte.
a cura di Matt Tudball, redattore senior per il riciclo, ICIS
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